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COMACCHIO

Ponticello di Comacchio

Comacchio, capitale del Parco del Delta del Po, è un prezioso gioiello dolcemente incastonato tra il caldo rosso dei mattoni e il verde scintillante dei canali. D’origine medievale, conservò fino al 1821 la sua connotazione di città fluttuante.
Dopo l’epoca estense entrò a far parte dei possedimenti dello Stato Pontificio che nel Seicento contribuì alla sua rinascita urbana con la costruzione di edifici, chiese, ponti, tra cui il famoso Trepponti. Ancora oggi si presenta disegnata dall’acqua, da una rete di canali che si sostituisce alle strade, dai ponti che uniscono i quartieri e dalle case a schiera che nascondono gli androni, i lunghi corridoi che conducono alle corti interne.

A spasso per Comacchio

Splendida città d’Arte, Comacchio si trova a soli 7 chilometri dalla spiaggia e la comodità nel raggiungerla ne fa una meta assolutamente imperdibile. Dalle scalinate del Trepponti, che accolgono il visitatore, si entra nel centro e si costeggia la Pescheria, assaporando a pieno l’atmosfera della località dove l’aria profuma di mare e le sue genti si sono sempre dedicate alla pesca e alla produzione del sale. Da via della Pescheria si svolta a destra su via Fogli e si costeggia il Canale Maggiore, sul quale piccole imbarcazioni, dette batàne, accompagnano i turisti mentre i barcaioli raccontano loro storie locali. Giunti alla Torre dell’Orologio, si gira a sinistra su via Ugo Bassi, costeggiando la Loggia del Grano e si raggiunge la Cattedrale di San Cassiano, di fondazione antichissima, con la sua Torre Campanaria. Dalla Cattedrale si procede sempre dritto per corso Giuseppe Mazzini e passeggiando sotto al scenografico Loggiato dei Cappuccini si raggiungono prima la Manifattura dei Marinati, poi il Santuario di Santa Maria in Aula Regia.
Per completare l’itinerario occorre tornare indietro verso il centro storico, svoltare a destra su via Buonafede fino al Ponte di San Pietro, che si attraverserà per raggiungere via Agatopisto. Qui si ammirano l’antico Ospedale degli Infermi, il Ponte degli Sbirri, di fronte Palazzo Bellini, dimora gentilizia dell’Ottocento, e il Museo del Carico della Nave Romana che introduce il visitatore nel campo dell’archeologia.

 

 

Un po’ di storia

Se si fa riferimento ai primi insediamenti, il toponimo potrebbe derivare dal greco "kuma" = onda,attestato nella voce altomedioevale "cumaculum" = piccola onda, ma un'altra interpretazione lo riconduce a "commeatulus" = raduno di navi oppure di dossi, dato che la leggenda vuole che il paese sia sorto su 13 isolotti. L'insediamento umano in un territorio difficile come quello del delta, caratterizzato da una estrema mobilità e dalla necessità di continue manutenzioni in quanto soggetto ad alluvioni, abbassamento del terreno emerso, insabbiamento dei corsi d'acqua, ha per contro goduto in antichità dei vantaggi dati dalla sicurezza dell'approdo per le navi che transitavano nell'Adriatico e dall'agevole collegamento con l'interno della pianura padana attraverso il Po e la rete degli affluenti, dalla pescosità del mare e delle valli, dalle saline. La città etrusca di Spina (VI - III sec. a.C.) e la città di Comacchio alle sue origini (VI - IX sec. d.C.) furono porti ed empori commerciali di grande importanza per le rotte del commercio europeo (dall'oriente mediterraneo fino alle zone oltralpe). Con il X secolo d.C. Comacchio decadde quale snodo commerciale di ampio respiro a causa della deviazione verso nord del corso principale del Po (XII secolo), con conseguente modifica della rete viaria, e della crescente potenza di Venezia che la attaccò e distrusse più volte. Nel basso medioevo, Comacchio divenne parte del Ducato degli Este, a loro volta feudatari del Papa. La zona restava importante per le sue risorse naturali, in particolare per le pescose valli che furono sfruttate attraverso l'affitto a concessionari esterni, a discapito della ricchezza e del benessere della città. Lo stesso sistema ha caratterizzato la dominazione dello Stato Pontificio dal 1598 fino all'Unità d'Italia, con la breve parentesi del periodo napoleonico in cui il Comune potè acquistare le valli dalla Repubblica francese. L'attuale struttura urbanistica del centro storico e i più bei monumenti della città si devono all'intervento dei cardinali legati nei secoli XVII e XVIII che diedero l'impulso alla trasformazione di un villaggio di legno e canne in una città di pietra. Dopo l'Unità d'Italia il Comune rientrò in possesso delle valli ed ebbe la facoltà, dopo secoli di interdizione, di produrre il sale. L'epoca contemporanea ha visto la bonifica di gran parte delle valli, la scoperta dei resti della città di Spina, l'arrivo dell'acquedotto in una città priva di falde acquifere alla quale l'acqua veniva in passato fornita con il trasporto su barche, il grande impulso del turismo balneare, naturalistico e culturale.

 

Comacchio Vecchia

 

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